Festeggiamenti in onore del Beato Pier Giorgio Frassati

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Saluto e riflessione del Presidente in occasione della manifestazione

“Il Beato Pier Giorgio Frassati, un giovane del nostro tempo”

Domenica 26 giugno 2016

Centro Culturale, Pedara (CT)

Carissimi,

   Sono lieta di accogliervi oggi in questa splendida cornice del Centro Culturale, all’interno dell’Expo di Pedara, messoci a disposizione dal Signor Sindaco del Comune di Pedara, Antonio  Fallica, che saluto e ringrazio, per celebrare il nostro Patrono, il Beato Pier Giorgio Frassati, e chiudere formalmente insieme questo intenso anno di attività pastorale, che ci ha rivisto protagonisti attivi nella poliedrica realtà della nostra Arcidiocesi.

   Insieme al Signor Sindaco, saluto le gentili autorità presenti; il prof. Matteo Bua, docente presso l’Istituto “Pietro Branchina “di Adrano (CT) che ha accettato con generosità il nostro invito; il prof. Salvatore Ferrara, Presidente della Commissione Cultura, che tanto si è prodigato per dare supporto partecipativo a questa manifestazione; i distinti Governatori presenti; le Consorelle e i Confratelli; il giovane confrate, il maestro Nino Di Blasi, della Confraternita S Mauro di Viagrande, che ha contribuito apportando una nota musicale all’organizzazione di questo incontro.   Saluto, infine, tutti voi presenti, che, con affetto e senso di responsabilità, avete scelto di trascorrere insieme a noi questa mattinata domenicale, per celebrare un “autodidatta della fede”, il nostro giovane Patrono, il Beato Pier Giorgio Frassati.

   Egli, cresciuto in una famiglia alto borghese e poco unita, attenta più all’apparenza che all’essere, all’avere più che ai sentimenti, riuscì, tuttavia, a portare una “tempesta provvidenziale” nella sua casa (perché, non dimentichiamolo, la “santità ” è sempre rivoluzionaria), e  rappresenta senza ombra di dubbio un “figlio dei nostri giorni”, un giovane del nostro tempo. Sebbene, infatti, educato nella superficiale attenzione ai valori della vita e ai principi evangelici, non si adeguò a quello stereotipo di esistenza sterile, ma si oppose ad esso, e, senza allontanarsi dalle pesanti mura domestiche, a differenza di un San Francesco, riuscì a seguire ugualmente un cammino perfetto di carità.

   La sua breve, ma intensa, esistenza fu la realizzazione, dunque, dello straordinario nell’ordinario.

   Ogni suo atto fu svolto con la volontà del missionario, dell’evangelizzatore che grida con gioia al mondo il prodigio della salvezza.

   Eppure in casa Pier Giorgio non era compreso e certamente la sua breve vita non fu facile

    Recitava, ad esempio, quotidianamente il S. Rosario, in una casa dove non si pregava affatto; non ambiva ad occupare un posto di rilievo nella società come, invece, suo padre aveva sempre fatto; anziché studiare, come i suoi genitori avrebbero desiderato, per conseguire presto la Laurea in Ingegneria, “bighellonava” con gli amici della San Vincenzo, della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), del Partito Popolare di don Luigi Sturzo, nel Convento dei Padri Domenicani, nelle sagrestie delle Chiese per servire Messa …

   Addirittura, anziché pensare ai doveri di un rampollo del suo rango, oltre che occuparsi di preghiere, di celebrazioni eucaristiche, di letture spirituali, alla Legazione Italiana di Berlino, dove suo padre era ambasciatore, aveva osato persino “rubare” i fiori posti nelle stanze di rappresentanza per portarli sulle tombe della povera gente.

   Carissimi, in quest’Anno Straordinario Giubilare della Misericordia, scandito dal motto “Misericordiosi come il Padre”, noi confrati siamo chiamati a volgere con maggiore attenzione lo sguardo al nostro Pier Giorgio Frassati, per “rimodulare” la nostra chiamata alla sequela di Gesù Cristo ed  essere noi stessi strumenti di misericordia, quella stessa che egli ha saputo esercitare nella sua breve ma significativa, esistenza. Diceva il Beato: “Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che ho, visitando i poveri”.

   Nel Messaggio inviato ai giovani in preparazione alla  XXXI Giornata Mondiale della Gioventù che, come sapete, si svolgerà quest’anno a Cracovia, Papa Francesco ci fa osservare che “Pier Giorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi. A loro, infatti, offriva molto più che cose materiali: dava se stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Egli serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra. Viveva realmente il Vangelo che dice <<Mentre fai l’elemosina non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto>> (Mt 6, 3 – 4). Pensate che un giorno prima della sua morte, gravemente ammalato, dava disposizioni su come aiutare i suoi amici disagiati. Ai suoi funerali, i familiari e gli amici rimasero sbalorditi per la presenza di tanti poveri a loro sconosciuti, che erano stati seguiti ed aiutati dal giovane Pier Giorgio”.

   Carissimi, la testimonianza cristiana del nostro Patrono, che l’allora Cardinale Wojtyla definì “l’uomo delle otto beatitudini”, nulla ha perso della sua forza trascinatrice e vuole spronarci a fare sempre di più e sempre meglio, aiutandoci con il suo esempio a riscoprire la bellezza della fede in Gesù Cristo, la “libertà” che da essa scaturisce, la forza che ci sostiene nell’affrontare le grandi sfide cui la vita ci sottopone

   In una società complessa come la nostra, che va smarrendo il senso del sacro, a ciascuno di noi, sull’esempio del nostro Pier Giorgio, il compito di testimoniare, come lui seppe fare, la verità di Dio, rivelata in Gesù Cristo, la gioia di credere in Lui e di seguirlo sulla via del Vangelo

   BUONA FESTA a tutti!

   Quando il cuore è ricolmo di Dio, la fede si traduce in generoso servizio ai fratelli lì dove il Signore ci ha posto ma con un incarico urgente, uguale per noi tutti, da svolgere: custodire il sorriso del mondo!

   Ci illumini l’esempio del nostro Patrono.

Evviva le Confraternite! Evviva il Beato Pier Giorgio Frassati, nostro particolare Intercessore!

                                                                                                                                Giuseppina prof.ssa Fazzio

                                                                                                                                             Presidente

    








 





 

 Papa Francesco

Mons. Salvatore GRISTINA
Arcivescovo Metropolita
di Catania